14 Aprile, 2026: La stagione dell’Alfa Revival Cup è pronta a riaccendersi, e lo fa in uno dei suoi scenari più iconici: il Mugello Circuit. Il campionato monomarca Alfa Romeo promosso da Canossa Events torna in pista con una griglia ricca, eterogenea e profondamente rappresentativa dello spirito Alfa Romeo, dove storia, tecnica e passione si fondono in un unico racconto.
Fin dal primo sguardo, emerge un dato chiaro: la profondità dello schieramento. I campioni in carica Peter Bachofen e Dario Inhelder con la loro 1750 GTAm tornano per difendere il titolo 2025, ma il percorso si preannuncia tutt’altro che lineare. Il livello è alto, la concorrenza ampia, e la sensazione è che ogni gara potrà riscrivere gli equilibri. Con il passare dei round, nuovi protagonisti sono pronti a inserirsi, rendendo la corsa al vertice sempre più aperta e imprevedibile.
Tra i nomi che accendono l’attesa spicca quello di Arturo Merzario. Il suo ritorno, dopo la brillante apparizione a Imola dello scorso anno, aggiunge carisma e peso specifico al weekend del Mugello. In coppia con Fabrizio Zamuner, rappresenta molto più di una presenza: è un riferimento, una scintilla capace di elevare l’intero contesto competitivo.
La griglia prende forma come un mosaico di identità diverse. Alfa Delta OKP si presenta con numeri importanti, Formula GT punta su un blocco compatto e determinato, mentre il Team Carrera attraversa epoche e modelli con una presenza trasversale. Accanto ai team principali emergono interpretazioni diverse dello stesso spirito ARC. André Kardol scende in pista senza una struttura alle spalle, incarnando la dimensione più pura del racing. Tornano Gianluca Bardelli e Nicola Cippone con la loro Alfetta GT America, il nuovo duo Atul Saini e Peter Praller, e Fred Arve Monsen con le Giulia Sprint GTA.
A completare il quadro, il debutto di Salvatore Carbone e della coppia Antonio Palma e Guglielmo Maggio, pronti a lasciare il segno fin dalla prima uscita.
Il Mugello, però, non è solo il teatro dell’esordio: è anche il primo vero banco di prova tecnico.
La distinzione tra i raggruppamenti E/F e G/H/I divide la pista in epoche, filosofie e approcci diversi; da una parte le vetture più leggere e filologiche, dall’altra l’evoluzione tecnica che porta fino ai primi anni Ottanta. Due mondi che convivono, si sfiorano e si confrontano, ciascuno con le proprie gerarchie.
Nel gruppo E/F, ogni dettaglio conta. L’equilibrio è sottile, la guida deve essere precisa, quasi chirurgica.
Qui si accende il confronto tra la Giulietta Spider Veloce di Roberto Lonardi e la Giulietta TI dei fratelli Morteo, mentre le Giulia Sprint GTA portano in pista duelli carichi di storia e significato, con protagonisti come Giampaolo Benedini con Bruno Ferrari e Giovanni Serio con Franco Mischis.
Poi arriva il cambio di ritmo. Nel gruppo G/H/I, la scena si allarga, le prestazioni crescono e la competizione si intensifica. Le 1750 GTAm diventano il fulcro della sfida, con una concentrazione di piloti e vetture che promette battaglie serrate in ogni fase di gara. È qui che la lotta per il vertice prende forma in maniera più diretta, tra nomi affermati e outsider pronti a sorprendere: Davide Bertinelli e Mario Salomone con Giacomo Barri, che puntano sicuramente al titolo 2026 dopo il podio della scorsa stagione, Francesco Pantaleo e il giovane Marco Guerra, i fratelli Giulio e Mattia Sordi, Francesco Siccardi, Alberto Franceschetti, Hans Luginbühl, i promettenti Bernhard Laber e Lukas Stojetz, padre e figlio Umberto e Marco Brustio, Franco Monguzzi, Carlo Barbolini Cionini e Ambrogio Perfetti, vincitore sul circuito toscano nel 2025.
Chiudono questa sfida principale le vetture del periodo I, le cui Gruppo 5 sono affidate a Walter Ben, a Federico Buratti con Massimiliano Bettati e alla coppia padre-figlio Massimo e Marco Guerra; a chiudere il periodo è l’Alfetta GT Turbodelta di Alessandro Morteo e Lorenzo Moramarco. Un intreccio continuo di duelli, categorie e interpretazioni tecniche che rende ogni giro diverso dal precedente.
Su un tracciato esigente come il Mugello, però, non basta essere veloci. Serve visione, gestione, capacità di leggere la gara. È qui che le differenze emergono, che le strategie prendono forma e che ogni dettaglio può fare la differenza. In una griglia così compatta e competitiva, le sfide si moltiplicano: non una sola gara, ma tante gare dentro la stessa gara.
Il weekend entrerà nel vivo sabato 18 aprile con le prove libere alle 08:30 e alle 11:10, seguite dalle qualifiche alle 15:25. Domenica 19 aprile, alle 14:10, il semaforo verde darà il via alla prima gara della stagione 2026.
Il Mugello segna l’inizio. Ma, soprattutto, segna il tono: quello di un campionato più intenso, più combattuto e più vivo che mai.

